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Primi passi verso la realizzazione di un termovalorizzatore domestico flegreo

   I quattro Comuni flegrei sono d'accordo: il termovalorizzatore domestico per i rifiuti urbani si farà.    Il progetto del sindaco Antonio Coppola si allarga al resto del territorio, coinvolgendo e trovando il consenso di Pozzuoli, Quarto e Monte di Procida i cui rappresentanti si sono incontrati per la prima volta lo scorso 21 dicembre per discutere dell'argomento. Prende oramai corpo il piano unico per la realizzazione di un impianto capace di fronteggiare la produzione di rifiuti dei cittadini del comprensorio flegreo.

   Un termovalorizzatore non è un semplice inceneritore. Non è soprattutto una discarica. E non è neppure un impianto dove si producono ecoballe di rifiuti da smaltire senza trarne alcun beneficio.

   Un termovalorizzatore, anche di piccole dimensioni come quello al centro dello studio sul tavolo dei tecnici comunali dei quattro municipi, produce energia per i cittadini e riscaldamento per le abitazioni grazie a una apposita rete di tubazioni che cede alla Rete Elettrica Nazionale. Trasforma, insomma, la "monnezza" sfruttando il contenuto stesso dei rifiuti per generare calore.

   Un impianto dove nessun altro, se non i quattro Comuni flegrei, potranno scaricare i propri rifiuti.

   In poche parole, è un impianto per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani finalizzato alla produzione di energia elettrica.

   Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani rappresenta oggi un problema di dimensioni assai rilevanti, soprattutto in Italia, dove circa il 75% dei rifiuti prodotti è smaltito ancora in discarica: ciò comporta elevati livelli di inquinamento e significativi costi ambientali.
   Sviluppare e consolidare modelli alternativi di gestione dei rifiuti è quindi una necessità : in tale direzione va, senza dubbio, la termovalorizzazione, mediante la quale il rifiuto diventa risorsa utile per produrre energia elettrica

   Dal punto di vista ambientale, secondo le più recenti ricerche, le emissioni di tossine sono praticamente nulla, perché i fumi di scarico emessi nell'atmosfera sono precedentemente filtrati.

   Ma è chiaro, che ancora prima di mettere la "prima pietra" dovrà essere fatto un'accurata analisi di impatto ambientale sul territorio in cui verrà realizzato. E soprattutto occorrerà il coinvolgimento di tutti i circa 170 mila abitanti della zona. Per Antonio Coppola è una svolta epocale: "Al centro di tutto cè la salute dei nostri cittadini - chiarisce subito - E' la nostra assoluta priorità. Il termovalorizzatore domestico, in grado sia chiaro di smaltire solo la produzione di rifiuti del territorio flegreo, un impianto tecnologicamente all'avanguardia, che eviti di dover fare i conti quotidianamente con i disservizi nel funzionamento dei siti di discarica".

   Basta, dunque, con i Campi Flegrei "prigionieri della monnezza", affogati nei rifiuti, con chilometri di sacchi che periodicamente bruciano, con ferraglia, legni, lattine di pomodoro, copertoni, vetri, cassette di frutta, cartoni, bottiglie e fogne a cielo aperto che si arrampicano fino alle case oramai come se fosse la "normalità".

   Basta con i Campi Flegrei relegati a una bidonville con chilometri di roghi e rivolte continue, con tonnellate di immondizia che marciscono nei vicoli e sulle piazze, la paura di epidemie, i vigili del fuoco che corrono a spegnere gli incendi, blocchi stradali, discariche che non ce la fanno più a sopportare gli avanzi del territorio.

   "Una soluzione del genere comporterebbe non solo un notevolissimo abbassamento delle spese di gestione dell'intero servizio -eliminando i costi attuali della discarica, i tempi lunghissimi di attesa dei mezzi, i costi del trasporto del materiali in siti lontani- ma consentirebbe una discreta produzione di energia elettrica che comporterebbe una distribuzione di corrente sul territorio quasi a costo zero", continua ancora il sindaco Coppola.

   Il prossimo appuntamento è fissato per il 15 febbraio: nel frattempo le segreterie generali dei quattro Comuni dovranno approntare un primo studio tecnico-giuridico per la realizzazione e la gestione associata del termovalorizzatore domestico.

   I cittadini saranno chiamati a un ruolo attivo in questa scelta che mette in gioco il futuro ecocompatibile del territorio flegreo.

   "I miei cittadini decideranno attraverso un referendum. Sono sicuro che diranno di sì al progetto perché comprenderanno tutte le motivazione che sono alla base di questa svolta", conclude Antonio Coppola. Anche i Comuni di Pozzuoli, Quarto e Monte di Procida si stanno attivando con iniziative per ottenere il consenso della cittadinanza.

   La decisione di realizzare un termovalorizzatore domestico non trova solo ragione di ordine economico e organizzativo: di mezzo cè soprattutto la salute del cittadino, messa continuamente in pericolo dai ritardi nello smaltimento e dagli incendi dei bidoni che sprigionano diossine e veleni.

   Non è stato ancora individuato il luogo dove far sorgere il piccolo termovalorizzatore domestico flegreo.

   Nei prossimi mesi verranno organizzati una serie di convegni e di incontri finalizzati alla illustrazione ai cittadini del piano per la realizzazione del termovalorizzatore.

 

 
 
 
 
 
 
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